Pietre e radici, un’ altra avventura…..

romitorio

Sono sempre stata attratta da quei luoghi “dietro l’angolo”, posti silenziosi, schietti, a tratti disarmanti, ruderi che si reggono in piedi grazie alle radici che li attraversano e al verde che li nasconde. Sono i miei luoghi preferiti perchè immersi spesso nel fitto di un bosco, sassi e travi in legno che resistono in equilibrio, sfiorati una volta da eremiti, cavalieri, viandanti, soldati o gente come noi, testimoni di un passato lontano ma vivi grazie a storie tramandate fino a oggi.

Durante una delle mie passeggiate “curiose” mi sono imbattuta di recente in un altro di questi luoghi: la Buca del Romitorio di Motrano vicino a Simignano, un ampio riparo naturale che si apre alla base di una rupe calcarea alla quale è addossata la costruzione di una dimora eremetica, forse di anacoreti,

con porticati e adattamenti in muratura. Appena arrivati si attraversa un portale con un arco e un’edicola databile al XII secolo. In uno degli ambienti infine si notano iscrizioni sulla parete e una concrezione a forma di mammella che stilla gocce d’acqua. Proprio questo elemento sembra ricondurre ad un culto galattoforo. Il documento più antico che accenna al Romitorio risale al 1593…