Pietre e radici, un’ altra avventura…..

romitorio

Sono sempre stata attratta da quei luoghi “dietro l’angolo”, posti silenziosi, schietti, a tratti disarmanti, ruderi che si reggono in piedi grazie alle radici che li attraversano e al verde che li nasconde. Sono i miei luoghi preferiti perchè immersi spesso nel fitto di un bosco, sassi e travi in legno che resistono in equilibrio, sfiorati una volta da eremiti, cavalieri, viandanti, soldati o gente come noi, testimoni di un passato lontano ma vivi grazie a storie tramandate fino a oggi.

Durante una delle mie passeggiate “curiose” mi sono imbattuta di recente in un altro di questi luoghi: la Buca del Romitorio di Motrano vicino a Simignano, un ampio riparo naturale che si apre alla base di una rupe calcarea alla quale è addossata la costruzione di una dimora eremetica, forse di anacoreti,

con porticati e adattamenti in muratura. Appena arrivati si attraversa un portale con un arco e un’edicola databile al XII secolo. In uno degli ambienti infine si notano iscrizioni sulla parete e una concrezione a forma di mammella che stilla gocce d’acqua. Proprio questo elemento sembra ricondurre ad un culto galattoforo. Il documento più antico che accenna al Romitorio risale al 1593…

Occhi da poeta, scarpe da viaggiatore…

“..il giorno appresso ci mettemmo in cammino per il nostro viaggio attraverso una campagna assortita in maniera davvero strana. Per alcune miglia ti si svolge innanzi la scena ininterrotta di montagnole coltivate da capo a piedi a filari di olivi, o di olmi, ognuno dei quali reca attorta su di sè la vite…Se a ciò aggiungi diverse casine e piccoli conventi, avrai la più bella vista di questo mondo”. T. GRAY 1716-1771 su Monteriggioni e il Monte Maggio in The corrispondence of Thomas Gray .

“..Siamo arrivati qui la notte scorsa dopo aver viaggiato per la più dolce campagna del mondo: e qui ecco finalmente alcuni alberi d’alto fusto quali non vedevo più da diverso tempo (…) basterebbe una parolina a farmi stabilire qui per sempre, tanto pura è l’aria, dolce la lingua invitante il posto..” H. PIOZZI 1741-1821 sul Castello della Chiocciola (Monteriggioni) in Observations and reflections made in the course of a journey through France, Italy and Germany.

“Niente per me che scendo dal fiorentino è materia più certa, netta, per nulla illusoria, di questi campi lavorati, di queste terre a riposo e di queste case rustiche e insieme civili vigorosamente squadrate..”  M. LUZI 1981 Ritorno a Siena.